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Quando la DS19 fu presentata al pubblico, nell’ottobre del ’55, stupì il mondo per la sua elegantissima semplicità: la Dea (il suo nome in francese si legge DéeSse, che vuol dire esattamente dea, divinità) era levigata, aerodinamica, priva di orpelli o cromature inutili. Chiaramente, nella sua linea, lo stilista italiano Flaminio Bertoni (che ne era l’autore) aveva valorizzato certi dettagli, come le elegantissime maniglie, i paraurti che sembravano due sculture e le cerniere del bagagliaio posteriore, dissimulate nelle finiture dei fianchetti che incorporavano anche le frecce posteriori, ma le curve descritte dalle superfici della lamiera erano pulite, interrotte solo da profili in gomma, sapientemente distribuiti, che fungevano da guarnizioni e che sottolineavano la perfetta ripartizione degli elementi della carrozzeria. Un capolavoro


 

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